In breve. Un olio monocultivar è un extravergine ottenuto da olive di una sola varietà, lavorate separatamente dalle altre. Esprime il carattere di quella cultivar senza mediazioni ed è pensato soprattutto per l’uso a crudo. Costa di più di un blend perché si produce in quantità limitate, dipende dall’annata di una sola varietà e si confeziona in formati piccoli.

Nel nostro negozio ci sono due oli che partono dalla stessa varietà: l’extravergine in latta, un blend con l’80% di Roggianella, e il Monocultivar Roggianella Bio, fatto solo di Roggianella. Chi li vede uno accanto all’altro ci chiede spesso che differenza c’è, e perché il secondo costa di più al litro. In questo articolo proviamo a rispondere con ordine: cos’è un monocultivar, cosa lo distingue da un blend e quando vale la pena sceglierlo.

Che cosa significa olio monocultivar?

«Cultivar» è la parola che in agronomia indica una varietà coltivata. In Italia ci sono centinaia di cultivar di olivo, ognuna con caratteristiche proprie: forma e dimensione del frutto, epoca di maturazione, resa, e soprattutto il profilo dell’olio che se ne ricava.

Un olio monocultivar è ottenuto da olive di una sola varietà. Per produrlo, il frantoio deve raccogliere e lavorare quelle olive separatamente, senza mescolarle con altre. Il risultato è un olio che racconta una varietà in purezza: i suoi profumi, il suo amaro, il suo piccante.

Un olio blend, invece, nasce dall’unione di olive di più varietà, o di oli di varietà diverse, in proporzioni scelte dal produttore. Non è un olio di serie B: il blend serve a trovare un equilibrio, a compensare una varietà con l’altra, a ottenere un olio costante e adatto a tutti gli usi.

Monocultivar o blend: qual è la differenza?

La differenza principale è lo scopo. Il monocultivar esalta una varietà; il blend cerca l’armonia. Ecco un confronto con i nostri due oli a base di Roggianella.

Monocultivar Roggianella BioExtravergine in latta (blend)
Varietà100% Roggianella80% Roggianella, 10% Carolea, 10% Nocellara
Metodo di coltivazioneBiologicoNon certificato biologico (esiste anche la versione biologica)
FormatoBottiglia da 500 ml o 250 mlLatta da 5 litri
Prezzo indicativo12,00 € (500 ml) · 6,50 € (250 ml)54,50 € (5 litri)
Prezzo al litro24,00 € · 26,00 €Da 10,90 € a 10,00 €
Uso consigliatoA crudo, assaggio, piatti sempliciTutti gli usi, anche in cottura

Le proporzioni del nostro blend e le caratteristiche delle tre varietà le abbiamo raccontate nell’articolo su Carolea, Nocellara e Roggianella.

Quali sono le cultivar di olivo più conosciute?

Ogni regione olivicola ha le sue varietà simbolo, e molte si trovano anche come monocultivar. Tra le più note ci sono la Coratina in Puglia, il Frantoio e il Leccino in Toscana, il Moraiolo in Umbria, la Taggiasca in Liguria, la Nocellara del Belice in Sicilia e la Carolea in Calabria. Accanto a queste esistono decine di varietà locali, conosciute quasi solo nel loro territorio. La Roggianella è una di queste: è l’olivo di Roggiano Gravina e della Valle dell’Esaro, e fuori dalla Calabria si incontra raramente. Un monocultivar di una varietà locale è anche un modo per conoscere un territorio attraverso il suo olio.

Perché l’olio monocultivar costa di più?

Le ragioni sono diverse, e non tutte hanno a che fare con la qualità in sé.

  • Quantità limitate: un monocultivar dipende dalla produzione di una sola varietà in quell’annata. Se la varietà ha un anno di scarica, l’olio disponibile è poco.
  • Lavorazione separata: le olive vanno raccolte, trasportate e frante separatamente, e l’olio va stoccato a parte. Ogni passaggio in più costa tempo e organizzazione.
  • Formati piccoli: il monocultivar si vende in bottiglia, spesso da 500 o 250 ml. Il vetro, il tappo e l’etichetta pesano sul prezzo al litro molto più che in una latta da 5 litri.
  • Nel nostro caso, anche il biologico: il Monocultivar Roggianella è biologico, e la coltivazione biologica richiede più lavoro in campo.

Se volete capire meglio come si forma il prezzo di un extravergine, abbiamo scritto un articolo dedicato al prezzo dell’olio EVO.

Un monocultivar è sempre migliore di un blend?

No. Un monocultivar è più caratterizzato, non automaticamente più buono. Ci sono varietà che in purezza danno oli splendidi e altre che danno il meglio in compagnia. E un blend ben costruito, con olive sane lavorate al momento giusto, può essere eccellente.

La domanda giusta non è «quale è migliore», ma «per cosa lo uso». Per cucinare tutti i giorni, per i soffritti, per il forno, per le quantità di una famiglia, un blend in latta è la scelta sensata. Per un piatto a crudo in cui l’olio è protagonista, per un assaggio, per un regalo, un monocultivar dà qualcosa in più.

Come si assaggia un olio monocultivar?

Il modo migliore è semplice: un cucchiaio d’olio, oppure una fetta di pane non salato. Versate un po’ d’olio in un bicchierino, scaldatelo tra le mani per qualche secondo, annusate, poi assaggiatene un sorso piccolo, lasciandolo scorrere in bocca. Fate attenzione a tre cose:

  • Il fruttato: il profumo di oliva fresca, di erba, di verdure, di frutta.
  • L’amaro: si sente sulla parte posteriore della lingua.
  • Il piccante: arriva in gola qualche secondo dopo.

Nel Monocultivar Roggianella ritroverete, in purezza, la varietà che dà carattere anche al nostro blend, dove pesa per l’80%: nel blend la descriviamo con un fruttato fresco, note vegetali e un amaro e un piccante armonici. Se avete anche il blend in latta, assaggiateli uno dopo l’altro: è il modo più diretto per capire cosa porta ciascuna varietà.

Come usare l’olio monocultivar in cucina?

Sempre a crudo, alla fine, dove si sente. Qualche idea:

  • Bruschetta con pane caldo e un pizzico di sale.
  • Legumi: una zuppa di fagioli o di ceci, condita nel piatto.
  • Pesce al vapore o al forno, appena servito.
  • Carpacci di carne o di pesce.
  • Verdure crude, insalate di pomodori, pinzimonio.
  • Formaggi freschi, come ricotta o mozzarella.

Usarlo per friggere o soffriggere è possibile, ma è uno spreco: per le cotture c’è l’olio in latta.

Dove comprare olio monocultivar di Roggianella?

Direttamente dal nostro frantoio, nel negozio online. Il Monocultivar Roggianella Bio da 500 ml costa 12,00 € (24,00 € al litro), quello da 250 ml 6,50 €. Per l’uso quotidiano c’è l’extravergine in latta da 5 litri, da 10,90 € al litro. La spedizione è gratuita da 39,91 € (i prezzi sono a titolo indicativo: verificateli sempre in negozio).

Domande frequenti

Cosa vuol dire monocultivar sull’etichetta dell’olio?

Vuol dire che l’olio è stato ottenuto da olive di una sola varietà di olivo. Spesso in etichetta è indicato anche il nome della cultivar, come Roggianella, Carolea o Coratina.

L’olio monocultivar è migliore del blend?

Non necessariamente. È più caratterizzato, perché esprime una sola varietà, ma un blend ben fatto può essere altrettanto buono. Il monocultivar è ideale a crudo, il blend per l’uso quotidiano.

Perché l’olio monocultivar costa di più?

Perché si produce in quantità limitate, richiede una lavorazione separata e si vende in formati piccoli, che pesano di più sul prezzo al litro. Nel caso del nostro Monocultivar Roggianella si aggiunge la coltivazione biologica.

Si può cucinare con l’olio monocultivar?

Si può, ma è meglio usarlo a crudo, dove i profumi della varietà si sentono davvero. Per soffriggere, friggere e cuocere in forno conviene un extravergine in latta.

Qual è il vostro olio monocultivar?

Il Monocultivar Roggianella Bio, ottenuto solo da olive di Roggianella coltivate con metodo biologico. È disponibile in bottiglia da 500 ml e da 250 ml.

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