In breve. L’olio aromatizzato è un olio extravergine di oliva insaporito con erbe, spezie o agrumi. Si usa quasi sempre a crudo e a fine preparazione, in piccole quantità. Farlo in casa è possibile, ma richiede ingredienti ben asciutti, frigorifero e consumo rapido; quello già pronto è più stabile e pratico. La base conta: serve un buon extravergine.

Gli oli aromatizzati sono entrati nelle cucine di casa negli ultimi anni, ma insaporire l’olio con quello che cresce intorno, dagli agrumi alle erbe dell’orto, è un’abitudine che molte famiglie hanno da sempre. Nel nostro frantoio di Roggiano Gravina ne proponiamo cinque, tutti biologici: bergamotto, limone, basilico, aglio e origano. In questa guida spieghiamo come si fanno, come si usano e quando conviene prepararli in casa o sceglierli già pronti.

Che cos’è un olio aromatizzato?

È un condimento a base di olio di oliva a cui vengono aggiunti aromi naturali: erbe aromatiche come basilico, origano, rosmarino o timo; spezie come peperoncino o pepe; bulbi come l’aglio; agrumi come limone, arancia o bergamotto. L’olio fa da veicolo: i profumi di questi ingredienti si sciolgono nel grasso e arrivano nel piatto in modo uniforme.

Una precisazione utile: dal punto di vista della normativa europea sulla classificazione degli oli di oliva, un olio a cui sono stati aggiunti aromi non rientra più nella categoria «olio extravergine di oliva» in senso stretto. Per questo in etichetta si legge di solito una dicitura come «condimento a base di olio extravergine di oliva» o «olio extravergine aromatizzato». La qualità dell’olio di partenza, però, resta decisiva per il risultato.

Come si fa un olio aromatizzato?

I metodi principali sono due, e danno risultati diversi.

  • Per infusione: l’ingrediente aromatico viene lasciato nell’olio per un certo tempo, poi filtrato o lasciato in bottiglia. È il metodo casalingo per eccellenza.
  • Per molitura congiunta: l’ingrediente, di solito un agrume, viene frantumato insieme alle olive in frantoio. È il metodo con cui si ottengono i cosiddetti oli «agrumati».

A livello industriale e artigianale si usano anche estratti e oli essenziali naturali alimentari, che permettono di avere un profumo più costante nel tempo. Ogni metodo ha i suoi pregi: l’importante è che l’etichetta dica con chiarezza cosa c’è dentro.

Come si usa l’olio aromatizzato in cucina?

Come un tocco finale. Gli aromi sono volatili e si disperdono con il calore, quindi l’olio aromatizzato dà il meglio a crudo: su un piatto appena servito, su una bruschetta, su un’insalata, su una zuppa nel piatto. Bastano poche gocce, perché il profumo è concentrato.

Per cuocere, invece, conviene usare un extravergine normale. È più economico e regge meglio le temperature. Un esempio pratico: fate la pizza con il vostro olio di sempre e, appena sfornata, aggiungete un filo di olio all’origano o all’aglio. Il profumo che arriva in tavola è tutta un’altra cosa.

Quanto usarne? Meno di quanto si pensi. Su un piatto di pasta per una persona basta un cucchiaino; su una bruschetta, qualche goccia; su un’insalata per quattro, un paio di cucchiai insieme all’extravergine normale. Un trucco che usiamo spesso è proprio questo: condire con l’olio di tutti i giorni e completare con un filo di aromatizzato. Così il profumo si sente, ma non copre il sapore degli ingredienti, e la bottiglia da 250 ml dura molto di più.

Quali abbinamenti funzionano per ogni aroma?

Ecco come usiamo i nostri oli aromatizzati biologici a casa. Sono indicazioni di partenza: poi ognuno trova i suoi abbinamenti preferiti.

AromaProfiloAbbinamenti consigliati
BergamottoAgrumato, floreale, leggermente amaroPesce crudo e al vapore, insalate di finocchi, dolci semplici
LimoneFresco, agrumatoPesce, carni bianche, verdure lesse, risotti
BasilicoErbaceo, dolceMozzarella, pomodori, pasta fredda, minestrone
AglioIntenso, pungenteBruschette, spaghetti aglio e olio, carne alla brace
OriganoAromatico, mediterraneoPizza, focaccia, pomodori, patate al forno

Per approfondire due aromi in particolare, abbiamo scritto una guida sugli usi dell’olio al bergamotto in cucina e una su come usare l’olio al limone.

Si può fare l’olio aromatizzato in casa?

Sì, ma con attenzione. Il punto delicato sono gli ingredienti freschi: erbe, aglio e scorze contengono acqua, e un ambiente povero di ossigeno come l’olio, insieme all’acqua degli ingredienti vegetali, può favorire lo sviluppo di microrganismi pericolosi come il batterio responsabile del botulino. È lo stesso motivo per cui le conserve sott’olio fatte in casa richiedono regole precise.

Le precauzioni minime, se volete provarci:

  • Usate ingredienti secchi (erbe essiccate, peperoncino secco, scorze ben essiccate) piuttosto che freschi.
  • Lavate e asciugate con cura tutto ciò che entra nella bottiglia, e usate contenitori puliti e asciutti.
  • Conservate l’olio in frigorifero e consumatelo in pochi giorni.
  • Preparatene piccole quantità, giusto quello che vi serve.
  • Se l’olio cambia aspetto, odore o si formano bollicine, buttatelo senza assaggiarlo.

Per le indicazioni ufficiali sulle preparazioni domestiche sott’olio, fate riferimento alle linee guida del Ministero della Salute sulle conserve fatte in casa.

Olio aromatizzato fatto in casa o già pronto: cosa conviene?

Dipende dall’uso. Se vi piace sperimentare e ne consumate poco alla volta, prepararlo in casa può essere divertente, rispettando le precauzioni. Se invece lo usate spesso, o volete un profumo costante e una bottiglia da tenere in dispensa senza pensieri, conviene quello già pronto.

Fatto in casaGià pronto
ConservazioneIn frigorifero, pochi giorniIn dispensa, al riparo da luce e calore
ProfumoVariabile da una preparazione all’altraCostante
SicurezzaRichiede attenzione agli ingredienti freschiProdotto già stabile
PraticitàDa preparare ogni voltaPronto all’uso

In entrambi i casi vale la stessa regola: l’olio aromatizzato è buono quanto l’olio di partenza. Se lo fate in casa, partite da un extravergine fresco e di qualità, come l’extravergine in latta del nostro frantoio, estratto a freddo con soli processi meccanici.

Come si conserva l’olio aromatizzato?

Quello già pronto si conserva come un normale extravergine: bottiglia ben chiusa, lontano da luce e fonti di calore, in un luogo fresco. Una volta aperto conviene usarlo nel giro di qualche settimana, quando il profumo è più intenso. Quello fatto in casa, come abbiamo visto, va tenuto in frigorifero e consumato in pochi giorni. Per tutti i dettagli sulla conservazione dell’olio c’è la nostra guida su come conservare l’olio di oliva.

Dove comprare olio aromatizzato biologico?

I nostri oli aromatizzati biologici si comprano direttamente dal frantoio, nel negozio online: bergamotto, limone, basilico, aglio e origano, in bottiglia da 250 ml a 8,00 € (32,00 € al litro). Presi tutti e cinque fanno 40,00 € e superano la soglia di 39,91 € per la spedizione gratuita. I prezzi sono a titolo indicativo: verificateli sempre in negozio.

Domande frequenti

L’olio aromatizzato è ancora olio extravergine?

Dal punto di vista della classificazione, un olio con aromi aggiunti non è più «olio extravergine di oliva» in senso stretto: in etichetta si trova di solito come condimento a base di olio extravergine. La qualità dell’olio di partenza resta però fondamentale.

L’olio aromatizzato si può usare per cucinare?

Si può, ma il calore disperde gli aromi. È meglio cuocere con un extravergine normale e aggiungere l’aromatizzato a crudo, a fine preparazione.

Quanto dura l’olio aromatizzato fatto in casa?

Pochi giorni, e sempre in frigorifero, soprattutto se preparato con ingredienti freschi. Meglio prepararne piccole quantità e usare ingredienti secchi e ben asciutti.

Quale olio usare per fare l’olio aromatizzato?

Un extravergine di oliva fresco e di buona qualità, con un fruttato equilibrato che non copra l’aroma aggiunto. Un olio difettoso o vecchio non migliora con l’aggiunta di erbe o agrumi.

Quanti gusti di olio aromatizzato vendete?

Cinque, tutti biologici e in bottiglia da 250 ml: bergamotto, limone, basilico, aglio e origano.

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